Caviglia gonfia rimedi della nonna – le cure casalinghe più efficaci e collaudate, spiegate e integrate con i SEGRETI di un fisioterapista
Caviglia gonfia rimedi della nonna
Caviglia gonfia rimedi della nonna – In questo articolo vi parleremo delle problematiche che più comunemente portano le persone a rivolgersi ad un professionista della riabilitazione a causa delle caviglie gonfie.
Ciò che intendiamo fornirvi con questo articolo è una guida con le strategie più utili e semplici da utilizzare per prendervi cura delle vostre caviglie comodamente da casa. Quelli della nonna sono infatti dei metodi curativi artigianali che, negli anni, si sono tramandati di generazione in generazione riscuotendo grande successo perché hanno dimostrato nel tempo la loro efficacia e affidabilità, NOI in questo articolo li integreremo con i consigli e le strategie terapeutiche che consigliamo ai nostri pazienti, spiegandovi a cosa servono e perché funzionano.
Partiamo con il dire che ci sono dei motivi che, più degli altri, portano la caviglia a gonfiarsi.
Quali sono questi motivi? Scopriamolo insieme nel prossimo paragrafo.
I motivi per cui una caviglia può risultare gonfia
- Traumi recenti – a chi non è capitato di prendere una storta o di eseguire una brutta caduta e di ritrovarsi dopo pochi minuti con la caviglia gonfia. Quello che accade in questi casi successivamente al trauma, è che si formano i cosiddetti edemi ed ematomi, ovvero un versamento di sangue tra i tessuti molli dovuto alle lesioni capillari, e di conseguenza un’estesa infiammazione che porta ad un ulteriore aumento del gonfiore (sintomo che il corpo ha messo in moto i meccanismi di riparazione e difesa). Clicca qui per leggere il nostro articolo in cui parliamo nel dettaglio dei traumi ed in particolare delle fratture alla caviglia.
- Traumi passati – anche un vecchio trauma alla caviglia può comportarne il gonfiore a distanza di tempo. L’accumulo di liquido si osserva soprattutto dopo piccoli sforzi, questo perché la guarigione delle strutture articolari e linfatiche (che servono per il drenaggio dell’area), non è avvenuta nel migliore dei modi e ogni piccola sollecitazione crea un’instabilità che la caviglia non riesce bene a controllare, dando come effetto la comparsa di microlesioni che si manifestano con dolori recidivanti e gonfiore (che impiega più tempo del normale per essere riassorbito).
- Posture fisse e prolungate nel tempo – non è raro avvertire un gonfiore e un indolenzimento della caviglia a fine giornata o dopo aver mantenuto una posizione fissa per molto tempo. Questa condizione si verifica spesso nelle persone che stanno molte ore sedute (lavoro di ufficio o viaggi lunghi in treno/aereo), oppure che mantengono la posizione ferma in piedi per la maggior parte della giornata. Questo accade perché il poco movimento, comporta una ridotta azione della pompa muscolare, fondamentale per assicurare il ritorno di sangue venoso al cuore. Inoltre, stare fermi per tempi prolungati, porta il piede a non svolgere il suo naturale compito di aiutante del cuore nel favorire la circolazione sanguigna negli arti inferiori, infatti la fascia plantare è come una spugna, si carica e si svuota di sangue ad ogni passo. Entrambe queste situazioni, conducono a un accumulo e ristagno di liquidi a livello di piedi e di caviglia.
- Problemi cardiaci – questa condizione si osserva in particolare quando entrambe le caviglie risultano gonfie. Questa è forse la situazione più critica e delicata, in quanto il cuore non riesce a generare la giusta pressione per pompare in modo efficace il sangue a livello delle arterie e distribuirlo tramite i capillari nei tessuti del corpo, o lo fa con fatica. Un ridotto apporto di sangue comporta a sua volta un ridotto ritorno venoso al cuore, con il conseguente accumulo di liquidi alle estremità del corpo, tra cui le caviglie. E’ tutto un gioco di pressioni.
Le soluzioni migliori
Ora che abbiamo passato in rassegna le problematiche più comuni che portano una caviglia a gonfiarsi, per ognuna di esse vi offriamo la soluzione più efficace.
Ci teniamo a precisare che ognuno dei rimedi che descriveremo di seguito può ben adattarsi a ciascuna condizione sopra elencata; che voi abbiate subito un trauma recente o passato, che teniate posture fisse o abbiate problemi cardiaci, i nostri saranno ottimi consigli.
In base alla casistica in cui rientrate, ci sono però delle strategie di trattamento più efficaci di altre e a queste potete dare quindi la priorità di scelta.
Acqua e sale
Acqua e sale – oltre ad essere una famosa canzone di Mina e Celentano, i bagni di acqua e sale rappresentano la soluzione più immediata ed efficace in caso di caviglia gonfia.
Questo rimedio si applica con successo dopo un trauma fresco, e come abbiamo accennato prima, può essere utilizzato con buoni effetti anche nelle altre condizioni.
Il segreto racchiuso in questo rimedio risponde a dei principi fisici ben precisi: il sale presente nell’acqua in cui immergete il piede crea una differenza di concentrazione salina tra l’ambiente esterno e l’ambiente interno alle cellule del corpo. Questa differenza fa sì che, per osmosi, i tessuti gonfi della caviglia cedano acqua all’esterno, proprio per ristabilire una condizione di equilibrio salino. In questo modo la caviglia perde liquidi e si riduce di volume.
Una chicca che si può aggiungere a questo rimedio fai da te è l’utilizzo dell’acqua fresca. La bassa temperatura infatti stimola la vasocostrizione del sistema circolatorio, riducendo la quantità di sangue a livello capillare con effetti drenanti sulla caviglia. Ma passiamo ora ai consigli pratici
- Quanto tempo tenere il piede nell’acqua fresca e sale? Il tempo necessario a sentire un cambiamento della temperatura della caviglia, la quale non deve ghiacciarsi ma semplicemente rinfrescarsi (tempo massimo quindi 15-20 minuti).
- Quante volte al giorno devo fare questa procedura? Non c’è un numero preciso di ripetizioni da fare. Il concetto è: poco ma spesso. Non avendo controindicazioni, questo rimedio può essere fatto tutte le volte che si vuole. Il consiglio che ci sentiamo di darvi per sfruttare al massimo la loro efficacia è di ripetere i bagni per pochi minuti più volte al giorno, fino a quando la caviglia che sentivate più gonfia e calda inizia ad assomigliare per volume e temperatura alla caviglia “sana”.
Massaggio superficiale della pelle
Massaggio superficiale della pelle – è un rimedio semplice che risulta molto efficace nella caviglia che si gonfia a causa di una recidiva da vecchio trauma. Questo tipo di massaggio mobilizza i tessuti superficiali del corpo, cioè la pelle e il tessuto sottocutaneo, rendendoli più liberi di scorrere senza tensioni e rigidità, facilitando in questo modo, l’espansione del sistema linfatico contenuto al loro interno. Ricordiamo infatti che il sistema linfatico, è l’insieme di quei sottili tubicini responsabili del drenaggio dei liquidi presenti nell’ambiente interstiziale che circonda le cellule, quindi il loro corretto funzionamento è fondamentale per ridurre il gonfiore a livello delle vostre caviglie. Vediamo ora i nostri consigli pratici per un massaggio ottimale:
- Come eseguire il massaggio? La tecnica è molto semplice: formate una sorta di rotolino pinzando con pollice e indice la pelle e lo strato subito sotto, dopodiché fatelo scorrere in avanti. Mi raccomando, siate delicati e soprattutto superficiali: il vostro obiettivo non è lavorare i tessuti muscolari ma quelli posizionati sopra di essi.
- Su quali parti del corpo devo eseguire il massaggio? Le aree più utili da trattare sono certamente il piede e la caviglia coinvolta, ma vi consigliamo di farlo anche su tutta la gamba.
- Cosa dovrei percepire durante il massaggio? Nelle zone più alterate, dove la pelle è più sensibile, gonfia e tesa, è normale percepire un leggero fastidio quando si passa con il massaggio. Tenete conto di quelle aree, ma evitate di soffermarvi per troppo tempo su di esse: meglio estendere il massaggio su un’area ampia piuttosto che concentrarvi in pochi punti per troppo tempo. In questo modo eviterete di irritare tutto il sistema. Se avete fatto un buon lavoro, man mano che eseguite questo massaggio, avvertirete che le aree che prima erano dolenti diventano più mobili e meno fastidiose.
- Quante volte al giorno devo eseguire il massaggio? Vale la stessa regola del punto precedente, poco ma spesso. Non ci sono indicazioni particolari, l’importante è eseguire il massaggio più volte al giorno per poco tempo per desensibilizzare la pelle ad intervalli.
Attivazione muscolare a livello dei piedi e degli arti inferiori
Attivazione muscolare a livello di piedi e di arti inferiori – questa soluzione è adatta in particolare alle persone che presentano le caviglie gonfie a fine giornata, perché hanno mantenuto una postura fissa prolungata, che sia seduta oppure in piedi. Prima di parlarvi del rimedio, facciamo una premessa. Il piede è considerato il secondo cuore del nostro corpo, questo perché a livello della pianta è presente un ricco sistema di vene. Cosa implica questa similitudine cuore-piede?
Immaginate il piede come una spugna: quando camminate e sollevate il piede, questa spugna si riempie di liquido, perché il comparto venoso accumula sangue. Al contrario, quando appoggiate il piede a terra, la compressione data dall’impatto con il terreno va a strizzare questa spugna, stimolando il sistema venoso a spingere il sangue verso l’alto.
Il sangue si dirige quindi verso il cuore e grazie alla presenza delle valvole all’interno delle vene evita di tornare indietro e di defluire nuovamente verso il basso.
Capite bene quanto sia importante camminare per stimolare il ritorno venoso e il drenaggio di tutto il piede e degli arti inferiori.
Attenzione però, dobbiamo fare un distinguo tra piede piatto e piede cavo, perché a seconda della forma del piede che avete, questo importante processo può essere più o meno efficace.
- Se il piede è cavo, quindi forma un arco molto ampio a livello della pianta, allora in fase di sollevamento da terra tenderà ad accumulare molto sangue, ma a causa della sua conformazione, in fase di appoggio a terra non riuscirà ad appiatirsi in modo ottimale, quindi l’effetto compressivo che strizza il sistema venoso viene meno, con il risultato di un drenaggio ridotto dei liquidi verso il cuore.
- Se il piede è piatto, in fase di appoggio la pianta si distenderà completamente e si comprimerà facilmente, ma in fase di sollevamento tenderà ad accumulare meno sangue, quindi anche in questo caso avremo un drenaggio inefficace dei liquidi verso il cuore.
Oltre al piede, lo stesso meccanismo di drenaggio degli arti inferiori si osserva tramite l’attivazione dei muscoli delle gambe: le vene presenti tra i setti muscolari vengono strizzate ogni volta che il muscolo si contrare durante il movimento, agendo così da pompa di sangue verso l’alto.
Dopo questa lunga ma importante premessa, ecco a voi le soluzioni per ridurre il gonfiore alla caviglia. Per rendere ancora più personalizzato ed efficace il rimedio, cercate di capire se la conformazione del vostro piede tende più al piede piatto o cavo.
Non è difficile, basterà osservare la pianta del piede e in particolare l’arco che si forma nella parte centrale. Nel dubbio, potete seguire entrambi i consigli, non ci sono controindicazioni al trattamento.
- Massaggio plantare in caso di piede cavo: con questa tecnica andrete a recuperare l’elasticità ridotta della fascia plantare. In questo modo il piede, grazie alla minor tensione a livello della pianta, riuscirà ad appiattirsi di più al suolo in fase di appoggio e l’azione compressiva di drenaggio dei liquidi avverrà con maggior efficacia.
- Rinforzo dei muscoli della fascia plantare in caso di piede piatto: seguendo questo consiglio, riuscirete a rendere più forti e tonici i muscoli della pianta del piede, andando cosi a ricreare l’arco plantare assente nel piede piatto. Più forti e voluminosi sono tali muscoli, più volume di sangue si accumulerà in fase di sollevamento del piede e quindi maggiore flusso sanguigno verrà drenato verso l’alto durante l’appoggio del piede a terra. Un modo semplice per rinforzare questi muscoli è camminare scalzi su superfici irregolari: più irregolare è il terreno, più stimoliamo i muscoli del piede ad attivarsi per recuperare la stabilità e l’equilibrio della marcia. Basti pensare ai percorsi drenanti, denominati “percorsi kneipp”, tipici delle cure termali, in cui vengono inserite delle pietre all’interno di vasche di acqua calda e fredda per stimolare al massimo la capacità drenante dei piedi durante il cammino.
- Sì quindi al cammino su tappeti diversi, sull’erba e i sassi del giardino, sulla sabbia della spiaggia.
- No al cammino con le scarpe dalla mattina alla sera, neanche se sono scarpe da ginnastica; le solette che hanno all’interno, seppur della migliore manifattura, si sostituiscono al lavoro muscolare della fascia plantare, andandola a disattivare ed indebolire.
Respirazione diaframmatica
Respirazione diaframmatica – dal nostro punto di vista (fisioterapico) questa è la soluzione migliore che possiamo dare a coloro che hanno le caviglie gonfie a causa di problematiche cardiache. Le persone che presentano un affaticamento del cuore hanno solitamente un’età avanzata: in questi casi i problemi cardiaci si accompagnano spesso alle altre condizioni sfavorevoli prima descritte, come la sedentarietà e la presenza di traumi passati alla caviglia. Infatti, se il cuore va sotto sforzo durante l’azione di pompaggio del sangue verso i tessuti del corpo, vuol dire che manderà in circolo una quantità di sangue minore della norma. Questo implica che anche il ritorno venoso sarà altrettanto ridotto. Il poco movimento tipico delle persone anziane non farà altro che peggiorare questo quadro già di per sé compromesso. I consigli che abbiamo esposto prima riguardo al massaggio superficiale e al rinforzo muscolare sono quindi utili anche per questa categoria di persone.
Non è tutto, per coloro che hanno problemi cardiaci e caviglie gonfie possiamo offrire anche un terzo consiglio, ovvero la respirazione con il diaframma, quel grande muscolo a forma di cupola che è situato tra la base della gabbia toracica e l’addome. All’interno del corpo umano, la cavità addominale è una delle aree più ricche di capillari, quindi, come nel caso della pianta del piede, anche questa possiamo paragonarla ad una spugna imbevuta di sangue. Ogni volta che respiriamo con il diaframma, questo muscolo scende e comprime i visceri contenuti nell’addome, strizzando così la spugna e favorendo la spinta del sangue in direzione degli arti inferiori. Questo significa che ogni volta che respiriamo bene attivando il diaframma, rendiamo meno faticoso il lavoro del cuore perché lo aiutiamo a mandare in circolo più sangue, che a sua volta ritornerà al cuore stesso attraverso le vene. Gli arti inferiori subiranno così meno ristagno di liquidi e tenderanno a gonfiarsi di meno.
Questo principio è facilmente percepibile quando si è distesi e si fa un respiro profondo con la pancia: facendo attenzione, si può infatti avvertire un flusso che progressivamente percorre tutte le gambe fino a raggiungere i piedi.
Ecco allora il consiglio pratico per attivare bene il diaframma durante la respirazione:
Come realizzare la respirazione diaframmatica? Se è la prima volta che provate questo esercizio, potete farlo da distesi con le ginocchia piegate e le due mani posizionate una sul petto e l’altra sulla pancia. Per attivare il diaframma non dovete fare altro che inspirare avendo cura di avvertire il movimento solo sulla mano posta sulla pancia, mentre non dovrete avvertire alcun movimento sulla mano posizionata a livello del petto. Per semplicità, potete immaginare di gonfiare lentamente un palloncino nella pancia per poi lasciarlo sgonfiare senza sforzi nella fase della espirazione.
Ci rendiamo conto che, tra tutti i consigli dati in questo articolo, forse la tecnica della respirazione diaframmatica è la più difficile da realizzare da soli a casa. Questo accade non solo perché si tratta di un movimento nuovo o poco conosciuto, ma anche perché è possibile che ci siano delle rigidità del diaframma stesso o a livello della cavità addominale che fungono da ostacolo alla corretta respirazione diaframmatica, rendendo quindi difficile l’esecuzione dell’esercizio.
Quello che vi consigliamo di fare è di provare più volte tale respirazione e in caso di grosse difficoltà, di affidarvi a un fisioterapista per aiutarvi a liberare questo movimento.
Dubbi ?
Con questa guida, speriamo che i consigli e le strategie che abbiamo descritto vi siano di aiuto per prendervi cura al meglio delle vostre caviglie gonfie.
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