Dolore da ciclo rimedi – un articolo per capire da dove origina il dolore, quali sono le soluzione offerte dal web, e come NOI in studio vinciamo il problema
Dolore da ciclo rimedi – Prima di inoltrarci nella ricerca dei consigli più efficaci per ridurre la sintomatologia legata al ciclo, facciamo delle premesse
Dolore da ciclo rimedi – Statisticamente 4 donne su 5 in età fertile percepiscono dolore pochi giorni prima dell’arrivo del ciclo (sindrome premestruale) e 1 donna su 4 durante questa fase percepisce un dolore talmente invalidante da alterare le normali attività della vita quotidiana.
Facendo una ricerca in Internet abbiamo trovato innumerevoli strategie consigliate per combattere questa
sintomatologia frequente.
Prima di elencarvele, e di descrivervi le nostre soluzioni, ci sembra utile spiegarvi perché le donne avvertono dolore durante il ciclo e perché alcune di esse lo avvertono più delle altre, così che possiate capire da sole quale è la migliore strategia per voi.
Perché il ciclo è doloroso ?
Dolore da ciclo rimedi – Il ciclo rappresenta un processo infiammatorio che serve per rimuovere il vecchio endometrio, la sottile mucosa interna dell’utero, in modo che questa venga sostituita da una nuova, più accogliente per la fecondazione dell’ovulo. Durante il ciclo, l’endometrio si sfalda e l’utero, un organo costituito nel 90% da fibre muscolari, esegue delle contrazioni simili al parto, con il compito di espellere i residui endometriali.
Da cosa deriva allora il dolore addominale e pelvico che siete abituate ad avvertire in quei giorni? Deriva essenzialmente da due fattori: dagli spasmi legati alle contrazioni dell’utero e dal gonfiore che si sviluppa come conseguenza dello stato infiammatorio. In particolare:
- Gli spasmi muscolari sono delle contrazioni involontarie che vengono avvertite come dei fastidiosi crampi;
- Il gonfiore pelvico e addominale da un lato costituisce un volume che va a comprimere le terminazioni nervose responsabili della trasmissione dell’impulso doloroso (effetto meccanico di compressione) , dall’altro libera delle molecole infiammatorie che irritano i tessuti e li rendono molto sensibili (effetto chimico).
Perché alcune donne sentono meno dolore ?
Ora che vi abbiamo dato un’idea abbastanza completa del perché il dolore accompagna il ciclo mestruale, vi resta da capire perché alcune donne soffrono meno di altre durante quei giorni. Vanno quindi considerati anche altri aspetti, che cerchiamo ora di semplificare per voi.
Ecco le circostanze per cui una donna sente meno dolore durante il ciclo:
- Precedente gravidanza
- Età avanzata
- Corretta respirazione diaframmatica e buona elasticità del pavimento pelvico
Esaminiamoli insieme.
Precedenti gravidanze
In molti casi si è notato che dopo le gravidanze i dolori del ciclo calano drasticamente. Vi chiederete il perché… Bene, durante la gravidanza per 9 mesi il bambino cresce nella pancia della mamma e questa crescita comporta inevitabilmente un allungamento sia dei tessuti connettivi che stabilizzano gli organi addominali, sia di quelli fibro-muscolari che compongono il pavimento pelvico e l’area addominale.
In poche parole, la gravidanza è un grande esercizio di stretching graduale e costante per il corpo della
donna, al suo termine tutti gli organi riacquistano grande mobilità (si adattano ottimalmente al movimento di sali-scendi del diaframma durante la respirazione), e il pavimento pelvico risulta meno rigido e spesso quindi più elastico.
Grazie a questo assistiamo a due fenomeni:
- L’intero addome riesce ad adattarsi meglio al movimento del diaframma durante la respirazione, con conseguente miglioramento della funzionalità del sistema venoso che porta ad un più efficace drenaggio dell’infiammazione.
- Una ridotta tensione dei tessuti, porta l’addome ad adattarsi più facilmente ad un aumento del gonfiore, irritando quindi di meno le terminazioni nervose
Età avanzata
Ahimè una conseguenza dell’età avanzata è inevitabilmente la riduzione del tono muscolare. Pensando al sistema riproduttivo delle donne, già prima della menopausa l’utero si atrofizza perdendo una parte delle fibre muscolari presenti durante la giovane età, così come anche il pavimento pelvico perde il tono muscolare di una volta. Di conseguenza gli spasmi legati alle contrazioni mestruali dell’utero diventano logicamente meno forti ed ecco spiegato perché le donne prossime alla menopausa percepiscono meno fastidio durante il ciclo.
Corretta respirazione diaframmatica e buona elasticità del pavimento pelvico
Accanto ai precedenti fattori, su cui noi non possiamo ovviamente agire, ne esistono altri che sono sicuramente nelle nostre corde. La donna con un ciclo meno fastidioso infatti ha generalmente anche queste caratteristiche:
- Possiede una postura equilibrata tale per cui il peso del corpo è distribuito in modo simmetrico sul lato destro e sinistro del corpo, in questo modo tutte le sollecitazioni che si producono durante i movimenti vengono ammortizzate e distribuite globalmente, senza stress o sovraccarichi.
- Possiede un diaframma che durante l’inspirazione scende in modo fluido e senza restrizioni verso il basso mobilizzando i visceri (gli organi) quasi come a massaggiarli ad ogni atto respiratorio.
- Possiede un pavimento pelvico elastico e tonico in grado rispettivamente di rilassarsi armoniosamente quando il diaframma scende e di riattivarsi, quindi risalire, durante l’espirazione.
- Non possiede rigidità articolari e muscolari dovute generalmente a traumi, infiammazioni e interventi chirurgici.
Rimedi di internet
Ora che avete le idee più chiare su come funziona il ciclo mestruale , possiamo proseguire e ragionare sui consigli presenti nel panorama Web.
Alimentazione
Inevitabilmente un buon consiglio è quello di avere una corretta alimentazione prima e durante il ciclo mestruale. E’ buona regola assumere molti liquidi e prediligere cibi ricchi di fibre e “non infiammanti” per il corpo, in quanto un intestino libero e non infiammato non andrà ad irritare e compromettere ulteriormente utero e ovaie. Sono sconsigliati quindi i dolci, gli alcolici, la caffeina e qualsiasi altro alimento che nel vostro caso può irritare e gonfiare il vostro apparato digerente. Questo consiglio di per sé non riduce il dolore del ciclo ma è utile a non peggiorarlo.
Farmaci antidolorifici
Se soffrite di forti dolori mestruali sarete già abituate ad assumere farmaci analgesici; nonostante tutti sappiamo e pensiamo che bisogna ricorrere ai farmaci il meno possibile, c’è da dire che il dolore è dolore, non porta a nessuna conseguenza positiva, quindi cercare delle soluzioni chimiche per abbassarlo è lecito e comprensibile. E’ importante considerare però che i medicinali rappresentano degli allevianti e non delle soluzioni ai sintomi del ciclo, per questo spesso si è costretti a ripetere le dosi una volta che l’effetto antidolorifico svanisce.
Fitofarmaci: olii essenziali e sostanze naturali
Se siete delle appassionate di rimedi naturali questo paragrafo catturerà sicuramente la vostra attenzione.
Non vi faremo una lista di tutti gli specifici prodotti che potete utilizzare, ci limiteremo ad un’unica riflessione: i fitofarmaci possono essere una valida alternativa ai farmaci usuali perché sono naturali, non tossici e in grado di abbassare l’infiammazione legata al ciclo, il gonfiore annesso e migliorano la vascolarizzazione. Queste importanti proprietà, secondo molte ricerche, fanno dei fitofarmaci degli ottimi integratori utili per ridurre i sintomi del ciclo e per favorire il benessere dell’organismo. Accanto a tutti questi vantaggi c’è lo svantaggio di dover scegliere tra una miriade di sostanze naturali quella giusta per il vostro caso (sono necessarie diverse prove prima di imbattersi nella sostanza più adatta), inoltre il loro costo è generalmente alto, proprio perché l’estrazione dei principi naturali risulta più dispendiosa rispetto alle procedure chimiche industriali impiegate per produrre i comuni farmaci da banco.
Stretching e attività fisica
Vengono giustamente consigliate attività di allungamento muscolare come lo stretching o l’esecuzione di attività fisica, quest’ultima utile a migliorare la circolazione sanguigna favorendo l’apporto di ossigeno e il drenaggio dell’infiammazione. Ovviamente queste strategie danno i loro benefici non quando eseguite nella fase acuta del ciclo (fare sport e stretching in presenza di tanto dolore addominale non è di certo la cosa più piacevole del mondo), ma quando rientrano in uno stile di vita attivo.
Se vi state chiedendo quali esercizi fare, per lo più vengono consigliate posizioni yoga e movimenti dolci del bacino che allungano in modo graduale i muscoli del pavimento pelvico in coordinazione con una corretta respirazione diaframmatica.
Pillola anticoncezionale
La pillola anticoncezionale è particolarmente utile nel ridurre i sintomi legati al ciclo e per questo viene consigliata da molti ginecologi. In realtà con la pillola non si abbassano solo i dolori mestruali: la sua assunzione comporta un’alterazione del ciclo stesso, infatti scompare l’ovulazione e non si parla più di mestruazione ma di “finta mestruazione”.
Massaggi, riflessologia plantare e terapia manuale
La maggior parte delle donne si saranno accorte del benessere che si percepisce durante il ciclo quando si riceve un massaggio in alcune aree del corpo, e molte di voi avranno sicuramente sentito storie di donne che dopo un percorso fisioterapico e osteopatico hanno visto il loro ciclo regolarizzarsi e i dolori ridursi notevolmente. Noi ci occupiamo di terapia manuale: è per questo che siamo sfacciatamente di parte nel considerare il nostro approccio come il più semplice, naturale ed efficace.
Le nostre soluzioni – come lavoriamo
In studio per ridurre e risolvere la sintomatologia derivante dal ciclo abbiamo creato un approccio specifico, che affronta il problema a 360°.
Con le nostre tecniche fisioterapiche andiamo delicatamente ad elasticizzare il pavimento pelvico in modo da ridurre l’intensità degli spasmi dell’utero durante il ciclo, inoltre andiamo ad agire sui sistemi di drenaggio del gonfiore che si scatena durante quella fase.
Corretta postura, corretta mobilità di diaframma, organi e pavimento pelvico rappresentano gli elementi chiave al centro del trattamento. In definitiva il nostro approccio affronta alla radice i fattori responsabili dei dolori che siete abituate ad avvertire in quei giorni.
I nostri risultati
Attraverso il nostro approccio unico e innovativo, i dolori del ciclo possono trovare una valida ed efficace e duratura risoluzione. In un’ottica generale siamo sicuri al 100% di quello che stiamo dicendo.
Se le nostre parole vi sembrano un’ utopia, per convincervi delle enormi potenzialità della terapia manuale vi riportiamo le esperienze avute con le nostre pazienti. Cominciamo con l’ esporvi chiaramente i risultati sui dolori pelvici che abbiamo ottenuto nel nostro studio nell’anno 2019. Valutate voi, a conti fatti, se i dati statistici qui sotto riportati vi possono sembrare interessanti.
- Premettendo che nel nostro studio di Fisioterapia affrontiamo ogni giorno problematiche diverse e spesso complesse, la percentuale delle pazienti che oltre ai sintomi muscolari riferiva forti dolori durante ciclo è del 15%. Di questo 15%, il 95% delle donne ha riscontrato un netto calo del dolore pelvico dopo i nostri trattamenti. Il dolore in questione è passato infatti da invalidante a mala pena percettibile nelle attività di tutti i giorni.
- Nel 90% dei casi si è associato un netto calo del mal di testa e il 20% di questo insieme al momento non avverte più la cefalea fastidiosa che si accompagnava al periodo mestruale.
- Delle pazienti trattate con successo, il 20% riferisce di non assumere più medicinali analgesici e il 70% riferisce di avere ridotto la quantità di farmaci in maniera significativa, passando da un uso abituale ad un uso sporadico.
Un percorso specificamente dedicato al trattamento dei dolori del ciclo
Ora quello che vi starete chiedendo è: quanto durano questi risultati? Sono possibili ricadute? Se si, dopo quanto tempo?
Per rispondere a questa domanda ci teniamo a sottolineare che mediamente per le pazienti che hanno ottenuto i risultati sopra citati, il ciclo di trattamento ha avuto una durata media di 7 sedute. Poiché secondo la nostra esperienza il 30% delle pazienti ha avuto una parziale riacutizzazione dei sintomi mediamente dopo 4 mesi, noi proponiamo oltre al ciclo fisioterapico iniziale, una seduta di controllo dopo 4-6 mesi, per far sí che i benefici possano mantenersi stabili e duraturi.
In questi termini, consigliamo a tutte le pazienti che si rivolgono a noi per questo tipo di problematica due o tre sedute di controllo l’anno. Questo perché dobbiamo considerare eventuali predisposizioni fisiologiche a questo tipo di dolore (vale la pena ricordare che ogni donna è diversa dall’altra), inoltre come detto sopra, il ciclo prevede una fase infiammatoria che inevitabilmente si presenta in modo ripetitivo fino alla menopausa, costituendo uno stimolo irritativo periodico. Questi elementi, insieme ad uno stile di vita scorretto e sovraccarichi posturali (inevitabili nella vita di oggi giorno), possono condurre alla ricomparsa parziale dei sintomi a distanza dai primi trattamenti. Un semplice controllo fisioterapico situato a distanza di 4-6 mesi, ci permette quindi di mantenere i benefici e di renderli stabili nel tempo.
Il SEGRETO del nostro successo
Come avete potuto notare leggendo il paragrafo precedente, i risultati sono evidenti.
Ora che vi abbiamo fornito dei dati chiari per inquadrare i nostri risultati, vi raccontiamo come li otteniamo: ai nostri pazienti siamo soliti spiegare che il dolore non deriva da un unico problema ma è in genere l’espressione di più problematiche (disfunzioni) che agiscono contemporaneamente.
Vi portiamo un esempio semplice che, anche se non direttamente connesso con il pavimento pelvico, vi darà un’idea chiara di quello che vogliamo dire: in questo esempio parleremo dello stesso problema espresso in due situazioni diverse.
Immaginate di avere un sassolino nella scarpa (episodio che tutte avrete provato almeno una volta nella vita) in due circostanze diverse. Badate bene, nei due casi che seguono il sassolino è lo stesso, con la stessa forma e dimensione, ed è posizionato nello stesso identico punto della scarpa. Ovviamente questo sassolino andrà letto metaforicamente come il ciclo mestruale .
- Caso uno: il sassolino si trova nella vostra scarpa mentre siete comodamente sedute sul divano, con le gambe incrociate e con il piede in questione sollevato.
- Caso due: il piccolo sassolino si trova nella vostra scarpa mentre, da brave runner, state correndo una maratona. Immaginate che per dei vecchi traumi mai risolti avete un problema posturale che vi costringe a scaricare più peso sul piede con il sassolino rispetto all’altro.
Conclusione: è evidente che nel secondo caso lo stesso identico sassolino vi creerà un dolore nettamente più fastidioso e vivo rispetto al primo caso.
Con questo semplice esempio abbiamo voluto rendervi evidente il fatto che il sintomo non si costruisce su una problematica unica ma da un insieme di alterazioni multifattoriali. Il successo dei nostri trattamenti sta proprio lì, nell’affrontare contemporaneamente tutte le problematiche che vanno trasformare quel sassolino in un macigno.