Quando è in corso un’infiammazione è il momento per rivolgersi al fisioterapista.
Perché c’è un’infiammazione?
L’infiammazione è la reazione di difesa del corpo contro una situazione anomala. Nel caso dell’apparato muscolo-scheletrico, sul quale interviene il fisioterapista, l’infiammazione si manifesta quando c’è un sovraccarico su certe fasce muscolari o articolazioni, che quindi abbiamo sforzato nel tempo in un’infiammazione cronica, oppure quando facciamo un movimento sbagliato e improvviso come la distorsione alla caviglia, che si manifesta come un’infiammazione acuta.
Che cos’è un’infiammazione?
L’infiammazione è un meccanismo positivo messo in atto dal corpo. Segnala l’inizio del processo di recupero in seguito a una situazione prolungata o a un evento improvviso di malfunzionamento. È il sistema immunitario che si attiva per fare pulizie: porta via le cellule lesionate o morte, oppure i globuli rossi fuoriusciti dal circolo sanguigno a causa della lesione o disperde le fibre di collagene finite in posti sbagliati in seguito allo sconquasso che ha provocato l’infiammazione.
Come superare il dolore
Abbiamo capito che con l’infiammazione il sistema immunitario si attiva, ma perché fa così male? E quanto deve durare il dolore? Il corpo reagisce creando una sorta di autostrada per il pronto intervento che convoglia in quel punto tutte le sostanze necessarie. Il dolore scompare più velocemente se apriamo anche una autostrada di rientro, per disperdere i mezzi di soccorso che hanno già svolto il loro ruolo. Ciò accade naturalmente con il movimento perché aumenta la circolazione locale che fa da spazzina. Certo che, se la caviglia del nostro esempio è infiammata e fa male, è difficile da muovere. Per alleggerire la situazione, un consiglio di base è cercare di scaricare la parte dal peso corporeo. Nel nostro caso, quindi, dobbiamo tenere la caviglia verso l’alto per scaricarla dal peso, e poi richiedere la consulenza per star meglio di un fisioterapista.

Il ruolo del fisioterapista in presenza di un’infiammazione
L’intervento del fisioterapista in caso di infiammazione serve a:
- drenare via più velocemente le cellule lesionate o morte, i globuli rossi e le fibre di collagene
- far diminuire il dolore
- permettere alla persona di ricominciare a muoversi grazie all’allentamento del dolore
- migliorare la cicatrizzazione dei tessuti sbattuti e tirati dalla lesione o dalle posizioni di compensazione assunte dal corpo per aiutare la parte in sofferenza
Il fisioterapista interviene con modalità diverse. Generalizzando, nei casi come un blocco improvviso alla schiena o un dolore persistente alla spalla, la fisioterapia sceglie una strada dolce, non traumatica, che parte dalla periferia del corpo rispetto al punto dolente. In questo modo, si individuano e riducono tensioni che non dolgono, ma comunque arrivano alla schiena o alla spalla dell’esempio e sono responsabili di quell’infiammazione. Le tensioni sono diminuite con una terapia manuale o fisica (ovvero con strumenti). Solo dopo si interviene direttamente sulla schiena o sulla spalla per lavorare le lesioni microscopiche presenti.
Quando invece siamo in presenza di un’infiammazione acuta come la distorsione di una caviglia, per esempio, non bisogna toccare la parte che ha già creato uno stress notevole (e doloroso!) al sistema nervoso periferico. Il fisioterapista lavora innanzitutto la caviglia sana, per prepararla ad accettare il carico compensativo che le arriverà da quella fuori uso, e poi massaggia tutti i muscoli collegati e battuti in malo modo dalla distorsione. In questo caso, osservare la situazione con un ecografo aiuta a decidere dove sollecitare il corpo manualmente o con il laser oltre a far scegliere se applicare o meno i cerotti. Questi contribuiscono a favorire la stabilità dei risultati ottenuti, far muovere i muscoli giusti e non permettere alla caviglia di compiere movimenti sbagliati e nocivi.
Molti decidono di lasciar correre un’infiammazione. Il ragionamento è: fa male, ma poi passa. A parte che non sempre è vero, quell’infiammazione potrebbe anche diventare cronica e creare scompensi nel resto del corpo, che cerca sempre di compensare le situazioni non efficienti. In questi casi, l’incontro con il fisioterapista può essere una sorta di consulenza per star meglio. Perché rinunciarvi?