Rimedi della nonna per la Fibromialgia – Tutte le strategie domestiche più efficaci per combattere la Fibromialgia – TrattaMIX
Rimedi della nonna per la Fibromialgia
Rimedi della nonna per la fibromialgia – In questo articolo “Rimedi della nonna per la FIBROMIALGIA – TrattaMIX” intendiamo concentrarci sul miglioramento dello stile di vita, in quanto è uno degli aspetti fondamentali da migliorare se si vuole ottenere dei risultati concreti in termini di riduzione dei sintomi.
Prima di iniziare, è importante fare alcune premesse. La fibromialgia è una sindrome cronica non degenerativa di cui tuttora non se ne comprende pienamente l’origine, anche se due cose sono chiare ed evidenti:
- E’ presente un’alterazione della percezione del dolore, e per questo motivo è fisiologico che il paziente percepisca più dolore del dovuto (parleremo più in specifico di questo argomento qui Fibromialgia sintomi neurologici).
- E’ una problematica multifattoriale, che viene influenzata dallo stile di vita del paziente e dalla sua storia clinica, in particolare da precedenti traumi, infiammazioni ed interventi chirurgici che possono sia innescare il problema, sia mantenerlo stabile e difficilmente risolvibile, sia peggiorarlo.
La fibromialgia nasce da una perdita di “equilibrio”
Proviamo per un attimo a considerare la fibromialgia come il risultato di un’alterazione dell’equilibrio del corpo. Un equilibrio che il vostro organismo non è più in grado di recuperare. Questa alterazione generalmente ha un’origine multifattoriale e interessa il sistema nervoso, cognitivo, emotivo, metabolico, e muscolo scheletrico/fasciale. Ora consideriamo il corpo per quello che è, ovvero una straordinaria ed efficiente macchina che, anche in presenza di ostacoli, riesce a superarli per continuare ad andare avanti. In altre parole, quando si verificano traumi o alterazioni che impediscono al corpo il corretto funzionamento, il nostro organismo genera automaticamente delle soluzioni per risolvere il problema, ritrovando quindi l’equilibrio perso. Per capire questo concetto vi basta pensare ad una distorsione alla caviglia: il piede vi fa male, quindi non potete camminare come prima (perdete “l’equilibrio” in quanto la strategia con cui vi spostavate non è più la stessa), il vostro sistema posturale a questo punto per consentirvi di muovervi ancora sposta prevalentemente il carico sul piede sano, e nel frattempo i meccanismi riparativi del vostro corpo cicatrizzano i legamenti lesionati dal trauma. Il risultato è che, invece di aspettare a camminare fino al giorno in cui la lesione si fosse completamente cicatrizzata, avete ricominciato a muovervi fin quasi da subito, perché il vostro corpo ha trovato un nuovo equilibrio. Bisogna però tenere presente che il cambio di postura che il corpo ha generato per permettervi di uscire da una situazione di difficoltà, inevitabilmente ha anche degli effetti collaterali, ed in questo caso specifico sono una maggiore rigidità della caviglia traumatizzata e un maggior sovraccarico dell’arto sano, che via via si è adattato ad un carico maggiore. Questo avviene perché una volta che la caviglia è guarita, parte del nuovo schema motorio (spostare più carico sull’arto sano) tenderà a rimanere. Vien da se capire che più traumi subiamo, più aree rigide e sovraccariche si struttureranno nel nostro corpo. E maggiore sarà il numero delle aree rigide e sovraccariche presenti nel nostro corpo, maggiore e più faticoso sarà trovare per il nostro organismo un nuovo ed efficace equilibrio.
Il sistema fasciale e la fibromialgia
Dopo aver letto il paragrafo precedente, alcuni di voi si staranno chiedendo quali sono le alterazioni e i traumi che possono generare o aggravare la fibromialgia che, come visto in precedenza, si tratta di una patologia multifattoriale, e per combatterla è quindi necessario un approccio multidisciplinare.
Nei pazienti con fibromialgia è facile riscontrare traumi di natura psicologica/emotiva, squilibri metabolici e dello stile di vita e traumi viscerali/muscolo scheletrici. Va sottolineato che tutte queste alterazioni vanno prese in considerazione se si vuole ottenere una completa gestione dei sintomi.
La partecipazione attiva del paziente nel percorso terapeutico è sicuramente una delle armi più efficaci, e con questo facciamo volutamente luce sulle abitudini della vita quotidiana che, quando sono scorrette, possono essere paragonate a dei microtraumi ripetuti, quindi insignificanti considerando il singolo evento, ma particolarmente rilevanti se considerata la somma all’interno di un arco temporale.
In ultimo, prima di procedere con le indicazioni relative alle abitudini quotidiane, vogliamo in quanto fisioterapisti farvi riflettere un attimo su quelle che dal nostro punto di vista sono le alterazioni più frequenti e significative per i pazienti che soffrono di fibromialgia, ovvero le alterazioni del sistema fasciale, l’organo che avvolge, protegge e unisce tutte le strutture del nostro corpo. Siamo convinti che nella maggior parte dei casi questo aspetto sia fondamentale, non perché più importante degli altri, ma perché se affrontato da un professionista competente, é quello che può dare i maggiori risultati con il minimo sforzo, dato che almeno nelle fasi iniziali i pazienti hanno un ruolo passivo, così che possano concentrare tutte le proprie energie sul miglioramento delle abitudini di vita.
Volendovi spiegare meglio quest’ultimo passaggio, dovete immaginare che l’intero corpo umano sia avvolto, protetto e stabilizzato da una fitta rete di tessuto connettivo. Traumi, infiammazioni, infezioni e interventi chirurgici vanno ad alterare questo sistema, chiamato sistema connettivale, e le conseguenze principali sono perdita di mobilità, riduzione della vascolarizzazione e alterazione del sistema nervoso periferico. Stiamo parlando quindi per lo più di alterazioni meccaniche che, come detto in precedenza, in alcuni casi vanno a peggiorare una problematica già presente.
Infatti, molte sono le storie di pazienti in cui la fibromialgia è comparsa successivamente ad un trauma importante. Ciò è dato dal fatto che il sistema muscolo-scheletrico di questi pazienti si trovava già in difficoltà prima del trauma, ma comunque in equilibrio. In altre parole, queste persone si “muovevano male” nella vita quotidiana, ma non presentavano dolori particolari, in quanto nessun area del corpo era particolarmente sotto stress.
L’equilibrio è stato però spezzato da un ultimo trauma, con conseguente comparsa di una sintomatologia persistente che, nel tempo, diventava cronica.
Riassumendo quindi, la gestione delle alterazioni del tessuto connettivo è molto importante nei pazienti con fibromialgia, in quanto esse portano la persona a compiere movimenti inadeguati che provocano uno stress costante in alcune aree corporee, il quale con il tempo amplifica il dolore e gli altri sintomi già presenti, impedendo alla persona di migliorare. In questi casi, che sono la maggior parte, il compito del fisioterapista esperto in terapia manuale è fondamentale per sbloccare la situazione, cosicché la terapia farmacologica, la modifica delle abitudini di vita quotidiana e l’intervento psicologico, possano avere il massimo successo.
Le abitudini quotidiane da migliorare – Il fondamentale ruolo del paziente
Come detto in precedenza, nei pazienti con fibromialgia è fondamentale la modifica delle abitudini di vita quotidiana. Se si considera le abitudini scorrette come un piccolo trauma per il corpo, che va a costituire quindi un leggerissimo stimolo irritativo, si capisce come la ripetizione quotidiana e la somma di queste possano andare ad amplificare e cronicizzare enormemente la malattia.
SONNO – Cerca di dormire a sufficienza.. e nel modo giusto
Tra i sintomi principali della fibromialgia si trovano i disturbi del sonno, che possono essere aggravati anche da dolore, ansia e stress. D’altra parte, il sonno è proprio ciò che ti serve per gestire la fatica cronica che provi ogni giorno.
Per ottenere un miglioramento, ancora prima di pensare ad un rimedio farmacologico, puoi provare a seguire questi semplici consigli per una corretta igiene del sonno:
- Vai a dormire solo quando percepisci di aver sonno
- Evita di dormire in ambienti rumorosi, eccessivamente illuminati, troppo caldi o troppo freddi
- Scegli sempre lo stesso orario sia per coricarti che per alzarti al mattino
- Non dormire più del tempo necessario per sentirti efficiente il giorno successivo
- Non tentare di recuperare il sonno mancato con pisolini pomeridiani
- Non assumere ogni sera farmaci per dormire
- Riduci nicotina, caffeina ed alcol nell’arco della giornata, evitali in orario serale
- Non svolgere attività mentalmente impegnative nelle ore serali
- Svolgi attività fisica quotidiana, ma non qualche ora prima di dormire
- Utilizza il letto solo per dormire (no tv o cibo).
ALIMENTAZIONE – Scegli una dieta sana
Mangia prevalentemente frutta, verdura, cereali integrali e prediligi pesce o carni bianche: in questo modo ti sentirai più energico, ridurrai l’eventuale peso corporeo in eccesso e la tua salute generale migliorerà.
Al tempo stesso, cerca di evitare alimenti pro-infiammatori (ad esempio dolci, carne rossa, bevande zuccherate, alcol) o alimenti troppo pesanti (ad esempio alimenti confezionati, fritti o particolarmente salati).
STRESS – Riduci lo stress
La fibromialgia può influenzare anche le tue capacità cognitive, in primis la memoria, e causare la cosiddetta “fibro-fog“, definita come incapacità di pensare con chiarezza o difficoltà di concentrazione. Essa può essere particolarmente frustrante anche quando si cerca di eseguire compiti semplici.
Per gestire lo stress:
- Affronta la vita con serenità e consapevolezza: evita di programmare troppi impegni nel corso della giornata per poi sentirti sempre in ritardo o di fretta. Svolgere le attività giornaliere, anche le più semplici come ad esempio mangiare, prendendoti i tuoi tempi e soprattutto essendo consapevole del momento presente, ti aiuterà a riconnetterti con te stesso e a percepire subito minor stress
- Stabilisci dei limiti: se senti di aver bisogno di rallentare non aver paura di ridurre il tuo carico lavorativo, comunicare le tue esigenze alla tua famiglia, chiedere aiuto agli altri per svolgere anche compiti che prima ti sentivi in grado di fare da solo. Ricevere aiuto da parte di chi ti sta vicino ti permetterà di concentrarti meglio su te stesso e ciò che stai affrontando e allo stesso tempo ti gratificherà perché saprai di non essere solo
- Prova differenti tecniche di rilassamento: yoga e meditazione possono rivelarsi fondamentali perché ti permettono di cambiare prospettiva, di lavorare sulla tua interiorità e al tempo stesso allenano il tuo corpo e la tua mente, presentandoti diverse strategie utili per gestire lo stress e gli altri sintomi della malattia che stai affrontando. Per saperne di più, leggi il resto dell’articolo
- Considera la possibilità di vedere uno psicologo: spesso i pazienti con fibromialgia sentono il bisogno di condividere ciò che stanno affrontando con un professionista.. se anche per te è così, non esitare a contattarlo.
VITA SESSUALE – Presta attenzione al tuo benessere, anche nell’intimità
Il dolore durante il ciclo mestruale e/o durante i rapporti sessuali è un sintomo comune nelle donne con fibromialgia.
Se i sintomi fisici e psichici, combinati con il malessere psicologico, ti fanno sentire poco attraente o a disagio nei momenti d’intimità, non sottovalutare la cosa e rivolgiti a specialisti in grado di aiutarti a lavorare su te stessa e sui tuoi sintomi, al fine di ristabilire una vita sessuale sana ed equilibrata.
CURE NATURALI – Prova a curarti naturalmente
Prendi l’abitudine di bere tisane calmanti o depurative almeno una volta al giorno e considera la possibilità di assumere periodicamente integratori come la vitamina D o il magnesio.
ATTIVITA’ FISICA – Segui un programma di fisioterapia e di allenamento fisico studiato apposta per te!
L’attività fisica per un paziente con fibromialgia è indispensabile.
Immagina per un attimo come funziona il sistema muscolo-scheletrico: in seguito ad un trauma, i muscoli coinvolti tendono a spegnersi, sia per la lesione vera e propria che per il dolore che essa comporta. Pensa che, già dopo due settimane di inattività, un muscolo comincia a perdere tono e fibre muscolari. Tutto il sistema si ritrova così in uno stato di disequilibrio, dove alcuni muscoli sono forti e altri si sono indeboliti. Questo disequilibrio impedisce al paziente di muoversi correttamente, ed inoltre porta la persona a percepire ogni minimo sforzo come uno stimolo che provoca un importante affaticamento muscolare, nonché dolore molto più invalidante di quello che viene normalmente percepito da una persona sana.
E’ fondamentale capire che il sistema muscolare rappresenta lo scudo del nostro corpo: con una muscolatura tonica ed equilibrata, il corpo ha un’ottima risposta ai traumi. Nel caso contrario invece, piccoli traumi quotidiani possono trasformarsi in eventi traumatici importanti.
Nel paziente con fibromialgia quindi, non solo diventa fondamentale riallenarsi e riacquistare un buon tono muscolare perso a causa di traumi e posture scorrette, ma diventa fondamentale la scelta di COME allenarsi. E’ necessario un allenamento su misura per questo tipo di pazienti, che sia insieme costante, graduale e che non comprenda carichi eccessivi, i quali porterebbero ad irritare ulteriormente il corpo.
Per questo motivo, NOI abbiamo creato un percorso di riallenamento dedicato esclusivamente al paziente con fibromialgia, unendo lo yoga, il quale integra aspetti fisici ed aspetti meditativi, e l’auto-massaggio per insegnare al paziente a prendersi cura del proprio corpo quotidianamente e in sicurezza anche tra le mura domestiche. Nel nostro studio abbiamo progettato un percorso dedicato esclusivamente ai pazienti con fibromialgia e alle loro necessità, perché tutte le tecniche di allenamento e di terapia manuale che utilizziamo sono state riadattate per loro, tenendo ben presente come i tempi e l’intensità del trattamento siano completamente diversi da quelli necessari per un paziente con una normale sintomatologia muscolo-scheletrica. Il nostro obiettivo è quello di fornire ai nostri pazienti un graduale e progressivo miglioramento, senza il rischio di irritare ulteriormente il corpo, ed educandoli poi a gestire correttamente quanto appreso insieme, per il mantenimento dello stato di salute e benessere raggiunto.